- Quando
- Il giorno della scadenza
- Tono
- Cordiale
Presuppone la buona fede. Può essere una svista e il testo lo dice, senza mettere in discussione il rapporto.
Testo generato
«… Comprendiamo che possa trattarsi di una semplice svista.»
Solleciti automatici · Pilota SollecitaPro
L'agente sorveglia le fatture emesse, riconosce chi sta per sfondare la scadenza e manda l'avviso giusto sul canale che quel cliente legge davvero.
Sotto, le posizioni che pesano sul cash flow: scadute o in scadenza. Sopra, quelle che l'agente ha già chiuso. Ogni sollecito che funziona sposta una riga dal basso verso l'alto.
In attesa del primo saldo
Coda vuota: nessuna posizione aperta da sollecitare.
L'agente manda l'avviso dovuto, una volta ricevuto il pagamento viene archiviato
L'escalation è graduale per scelta: il primo avviso presuppone la buona fede, il secondo fissa un termine, il terzo mette per iscritto le conseguenze. Il testo arriva già scritto con i riferimenti reali della fattura; tu decidi se e quando spedire.
Presuppone la buona fede. Può essere una svista e il testo lo dice, senza mettere in discussione il rapporto.
Testo generato
«… Comprendiamo che possa trattarsi di una semplice svista.»
Richiama il promemoria precedente e fissa un termine: sette giorni dal ricevimento, oppure la contabile del pagamento già fatto.
Testo generato
«… La invitiamo a regolarizzare la posizione entro 7 giorni dal ricevimento della presente.»
Mette nero su bianco le conseguenze: interessi di mora e spese ex D.Lgs. 231/2002, poi la pratica passa al recupero crediti.
Testo generato
«… Vi diffidiamo a provvedere al pagamento entro e non oltre 7 giorni dal ricevimento della presente.»
Iter concluso e credito ancora aperto: la diffida ad adempiere è già scritta e la pratica passa al recupero crediti.
Ogni casella è un giorno, ogni colonna una settimana: i cinque mesi di storia di questi dati. I sette giorni di margine tra un avviso e il successivo si vedono come passo, non come frase.
Un automatismo che si limita a spedire email fa danni. Questo pilota misura prima di scrivere: chi è il cliente, quanti avvisi ha già ricevuto, cosa dice il documento allegato. È la cura che serve a farsi pagare senza perdere il cliente.
Coda dei solleciti
Le fatture che hanno raggiunto la data dell'avviso successivo finiscono in un unico elenco, ordinato per urgenza. Un pulsante le lavora tutte: l'agente sceglie livello, canale e testo, tu approvi in blocco o entri nel singolo caso. Niente fogli di calcolo da incrociare a fine mese.
Colonne della coda
Iter graduale
Massimo tre avvisi, sette giorni di margine tra uno e l'altro. Il livello non si sceglie a occhio: dipende da quanti solleciti sono già partiti e da quanto tempo è passato dall'ultimo. A iter concluso la posizione esce dal ciclo automatico.
Passo dell'iter
Testi generati
Oggetto e corpo del messaggio arrivano già scritti, con numero della fattura, importo, data di emissione e di scadenza al posto giusto. L'anteprima è modificabile prima dell'invio: l'automatismo propone, l'ultima parola resta a chi firma.
Cosa entra nel testo
Tre canali
Email per il promemoria, PEC quando serve una data certa, WhatsApp quando serve che il messaggio venga letto oggi. Ogni livello ha i canali consigliati già selezionati, e restano modificabili caso per caso.
Consigliati per livello
Scoring affidabilità
Ogni cliente ha un punteggio da 0 a 100: scende con i ritardi e con il numero di solleciti ricevuti, risale con le risposte e i pagamenti puntuali. Quattro fasce — Affidabile, Buono, A rischio, Critico — per sapere con chi vale la pena anticipare la fornitura.
Le quattro fasce
Allegati come prova
Preventivi, contratti e ordini caricati dai commerciali restano agganciati alla fattura. Quando il cliente contesta l'importo, la prova documentale è nella stessa schermata del sollecito, non in una cartella condivisa.
Tipi accettati
Dashboard cash flow
Insoluto scaduto, saldato, in attesa e giorni medi di scoperto, con l'aging per anzianità del credito. Serve a rispondere alla domanda che conta: quanto denaro è fermo, e da quanto.
I quattro indicatori
Recupero crediti
A iter concluso la diffida ad adempiere ex art. 1454 c.c. è già scritta, con interessi di mora e spese. È l'ultimo passo prima di affidare la pratica, e resta una decisione tua.
Diffida ad adempiere
Le fatture che hanno raggiunto la data dell'avviso successivo finiscono in un unico elenco, ordinato per urgenza. Un pulsante le lavora tutte: l'agente sceglie livello, canale e testo, tu approvi in blocco o entri nel singolo caso. Niente fogli di calcolo da incrociare a fine mese.
Colonne della coda
Massimo tre avvisi, sette giorni di margine tra uno e l'altro. Il livello non si sceglie a occhio: dipende da quanti solleciti sono già partiti e da quanto tempo è passato dall'ultimo. A iter concluso la posizione esce dal ciclo automatico.
Passo dell'iter
Oggetto e corpo del messaggio arrivano già scritti, con numero della fattura, importo, data di emissione e di scadenza al posto giusto. L'anteprima è modificabile prima dell'invio: l'automatismo propone, l'ultima parola resta a chi firma.
Cosa entra nel testo
Email per il promemoria, PEC quando serve una data certa, WhatsApp quando serve che il messaggio venga letto oggi. Ogni livello ha i canali consigliati già selezionati, e restano modificabili caso per caso.
Consigliati per livello
Ogni cliente ha un punteggio da 0 a 100: scende con i ritardi e con il numero di solleciti ricevuti, risale con le risposte e i pagamenti puntuali. Quattro fasce — Affidabile, Buono, A rischio, Critico — per sapere con chi vale la pena anticipare la fornitura.
Le quattro fasce
Preventivi, contratti e ordini caricati dai commerciali restano agganciati alla fattura. Quando il cliente contesta l'importo, la prova documentale è nella stessa schermata del sollecito, non in una cartella condivisa.
Tipi accettati
Insoluto scaduto, saldato, in attesa e giorni medi di scoperto, con l'aging per anzianità del credito. Serve a rispondere alla domanda che conta: quanto denaro è fermo, e da quanto.
I quattro indicatori
A iter concluso la diffida ad adempiere ex art. 1454 c.c. è già scritta, con interessi di mora e spese. È l'ultimo passo prima di affidare la pratica, e resta una decisione tua.
Diffida ad adempiere
Il fatto non cambia mai: una fattura non è stata pagata. Cambia quanto stringe la frase, cambia il canale su cui arriva, e la pagina si scurisce con lei. Fino a quando non è più una questione di tono.
Primo avviso
Le segnaliamo che la fattura risulta scaduta.
Secondo avviso
La invitiamo a regolarizzare entro sette giorni.
Email + PEC
Ultimo avviso
Vi diffidiamo a provvedere al pagamento.
PEC + WhatsApp
Diffida ad adempiere
Ai sensi dell'art. 1454 c.c. Vi intimiamo.
PEC
Se nessun avviso funziona
La pratica passa al recupero crediti.
È l'unico passo che il pilota non fa da sé. La diffida ad adempiere è già scritta, con interessi di mora e spese: affidare la pratica resta una decisione tua.
Il pilota parte da una data simulata: sposta l'orologio di 7 o 30 giorni e guarda l'escalation muoversi da sola — le fatture scadono, gli avvisi maturano, lo scoring dei clienti si aggiorna.
Dati mock · invii email, PEC e WhatsApp simulati